Home pageLibri
Copertina "Agli estremi dell'arcobaleno"

AGLI ESTREMI DELL'ARCOBALENO - Una esperienza di un psicoterapeuta


Nella tendenza generale a scrivere libri come se fossero giornali, con la stessa smania per l’informazione che deve essere anche e sempre “sensazione”, quest’opera costituisce una piccola preziosa eccezione.
Gìancarlo Ferrari ha scritto infatti un racconto, una narrazione nel senso profondo per cui, secondo W. BENJAMIN, essa “non mira, come l’informazione, a comunicare il puro in sé dell’accaduto, ma lo cala nella vita del relatore, per farne dono agli altri come esperienza. Così vi resta il segno del narratore, come quello della mano del vasaio sulla coppa d’argilla “.
Queste pagine sono narrazione perché portano il segno di 40 anni di vita che si fa esperienza, vale a dire lento deposito del vissuto nella memoria profonda che costituisce la storia inespropriabile della persona.

E le pagine più felici del libro sono proprio quelle in cui il deposito della memoria riaffiora e diventa il tesoro a cui attingere per sorreggere la sofferenza dell’altro.
In quanto autentico scambio di esperienza questo libro è anche autenticamente informativo per chi vuole comprendere la realtà della tossicodipendenza, delle sue origini e delle sue implicazioni; e va a questo proposito ringraziato l’autore per aver vinto la tentazione, propria di tanti “professionisti del dolore” di cadere
nel sentimentalismo o, all’opposto, in quel linguaggio psico-tecnico capace, come diceva P. P. PASOLINI, “di rendere tecnicamente parlabile tutto”.
Per Giancarlo Ferrari l’incontro con il paziente è sempre un incontro tra persone: in questo sta probabilmente la sua forza terapeutica e in questo sta senz’altro la forza di questo testo, grazie a cui il lettore, alla fine, “incontra” realmente Giancarlo, nella sua appassionata umanità.

Valter Chiani


STORIA DI UN FILO D'ERBA - Una vita normale nella diversità

Vi sono storie che, lette, modificano una vita, un modo di pensare. Non sono molte.
La storia di Marisa Bettassa è certamente una di queste. Sembra un romanzo a lieto fine attraverso un percorso lastricato di incredibili difficoltà, quelle di una vita trascorsa - e sicuramente da trascorrere - tra una poltrona, un letto e una carrozzella. A fianco di un altra carrozzella, quella del marito, psicologo dedito al recupero dei tossicodipendenti e autore lui stesso di un altro volume.
Marisa ha vinto una sua guerra fatta di cento e cento battaglie e la sua gioia di vincere traspare da queste pagine.
Non so se chi scrive avrà altre occasioni di incontro con un ‘autrice che ha costruito la sua serenità, la sua sicurezza traendo energia, interessi culturali da un punto di partenza che tutti consideriamo una limitazione.

Francesco Zuzic

Copertina "Storia di un filo d'erba"

Copertina "..e la Luna mi guardò"

...E LA LUNA MI GUARDO' - Pennellate di ricordi

A scrivere questi racconti mi sono emozionato. Ho voluto diventare un po' bambino per cercare di confrontarmi con quello che è rimasto di esso in me, raccontando di quel passato constato con gioia che quel bambino è ancora presente dentro di me.
Il bambino che dimora in noi è parte integrante della nostra maturità, lo è se contribuisce a formare una buona relazione con noi stessi. Alcune presone lo vorrebbero dimenticare, cancellare o addirittura distruggere, perché, magari, non amano risvegliare sentimenti ed emozioni che risultano poco gradite, forse soffocate per tanto tempo.
In un certo momento della mia vita ho sentito il bisogno di rivolgere lo sguardo a questa ricchezza che dimorava dentro di me e ricordare alcuni episodi, che a quell’epoca mi diedero un forte slancio a vivere, e sono stati determinanti a tracciare tutta la mia esistenza.


GLI AUTORI - Note Biografiche